Il nome completo era Rodolfo Alfonso Raffaello Pietro Filiberto Guglielmi. Nacque a Castellaneta il 6 maggio 1895 e morì a New York il 23 agosto 1926, a trentun anni. In mezzo ci sta una delle storie più improbabili del Novecento: un ragazzo pugliese diventato il primo sex symbol maschile della storia del cinema.
Da Castellaneta a New York
Valentino lasciò l'Italia da giovanissimo e arrivò negli Stati Uniti poco più che diciottenne. I primi anni americani furono difficili: lavori saltuari, ballerino a pagamento nei locali da ballo di New York, comparsate. Fu il ballo, in definitiva, ad aprirgli la strada del cinema.
Gli anni del mito
Il salto avviene nei primi anni Venti, con i film che lo trasformano in un fenomeno di costume: I quattro cavalieri dell'Apocalisse, Lo sceicco, Sangue e arena, Il figlio dello sceicco. Valentino diventa il volto di un tipo di seduzione che il cinema americano non aveva ancora messo in scena — esotico, sensuale, ambiguo — e attorno a lui si costruisce il divismo moderno, con le fan, la stampa scandalistica, la vita privata trasformata in spettacolo.
La sua morte improvvisa, a New York, nell'agosto del 1926, scatenò una reazione collettiva senza precedenti: folle enormi ai funerali e una devozione che continuò per decenni.
Il museo a Castellaneta
Castellaneta ha scelto di conservare questa memoria. Nel 2010 è stato inaugurato il Museo Documentario Rodolfo Valentino, ospitato nell'ex monastero di Santa Chiara, con la mostra permanente «Rodolfo Valentino, seduzione del mito»: materiali documentari, fotografie, manifesti e testimonianze sulla carriera dell'attore.
In città c'è anche una statua in bronzo a lui dedicata, diventata negli anni uno dei luoghi identitari del paese.
Il 23 agosto
Ogni anno, in occasione dell'anniversario della morte — il 23 agosto — la Fondazione Rodolfo Valentino e la città organizzano iniziative dedicate alla sua figura. Il programma cambia di anno in anno: proiezioni, incontri, momenti celebrativi.
Nel 2026 ricorre il centenario della morte, e il calendario estivo di Castellaneta è stato costruito intorno a questa ricorrenza.
Perché vale la pena
Non serve essere appassionati di cinema muto. La storia di Valentino è interessante perché è una storia di emigrazione riuscita, e perché il paese in cui è nato — bianco, stretto, affacciato su un canyon — è esattamente il contrario di Hollywood. Camminare per il borgo dopo aver visto il museo dà una misura precisa della distanza che quel ragazzo ha coperto.
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